Home » News » Lettera di Leone Gargiulo ad Agorà: “Porto a Marina della Lobra: Gli interessi pubblici e quelli privati “

Lettera di Leone Gargiulo ad Agorà: “Porto a Marina della Lobra: Gli interessi pubblici e quelli privati “

11150405_888574544514075_3557401068805957155_n

Le vere ragioni di chi si oppone ad un progetto che riqualifica il borgo e rilancia l’economia

La quotidiana opera di costruzione di un futuro migliore per la nostra comunità si scontra spesso con chi manifesta ostilità a qualunque iniziativa, anche quando si tratta di realizzare opere di indubitabile interesse pubblico. Naturalmente non parliamo dell’opposizione politica, alla quale non deve mai mancare spirito critico, che è il sale della democrazia, ma di un atteggiamento negativo e arido di proposte che spesso nasconde la ricerca di un facile consenso o, peggio, la tutela di interessi di parte.

Per fare un esempio chiaro a tutti, tranne che a chi proprio non vuole guardare in faccia la realtà, parliamo del porto di Marina della Lobra. È evidente che intervenire in un contesto caratterizzato dalla presenza di numerose attività imprenditoriali, che spesso si reggono sul consolidamento di posizioni di vantaggio o di privilegio, apre un conflitto tra interessi pubblici e privati. Mai, come in questo caso, si è potuto vedere come chi cura il proprio interesse, a volte anche legittimo, non esiti a brandire immeritatamente la bandiera dell’ambientalismo o della difesa della legalità.

Abbiamo visto titolari di concessioni demaniali spacciarsi per archeologi esperti, pur di impedire la perdita dei propri privilegi. Abbiamo visto descrivere parcheggi abusivi come agrumeti floridi, pur di evitare l’esproprio. Abbiamo visto nascere dal nulla associazioni ambientaliste, che hanno asservito la tutela dell’ambiente alla tutela degli interessi privati.

È difficile per le istituzioni, specialmente se lontane dal territorio, riconoscere le vere motivazioni che spingono questi abili soggetti contro questo o quell’intervento, ma per noi, che calpestiamo ogni giorno le strade e i vicoli del nostro paese, è stato facile tenere la barra dritta per mantenere la rotta verso il vero obiettivo dell’interesse pubblico.

Dietro il chiasso di chi difende con le unghie e con i denti i propri interessi bisogna scorgere il silenzio di chi osserva rassegnato il ripetersi di anno in anno degli stessi rituali, che riempiono le tasche dei soliti noti e chiudono la porta in faccia a giovani e meno giovani che non traggono alcun beneficio dalle risorse del nostro splendido territorio. È questo silenzio che abbiamo sempre cercato di ascoltare. È questa rassegnazione che vogliamo con tenacia rimuovere dall’animo dei nostri giovani.

Gli argomenti di chi ci contrasta

Ormai la campagna elettorale entra nel vivo e si delineano con maggiore chiarezza le proposte di governo. Con il passare dei giorni il toni pacati si trasformano in invettive e anatemi. Si, proprio di anatemi si tratta, se un candidato arriva ad augurare ogni sventura a chi intende portare avanti la ristrutturazione del porto e, come se non bastasse, indirizza anche ai figli e discendenti di questi il proprio maleficio.

Come sempre, ci sono due modi per boicottare un’iniziativa come quella che portiamo avanti: quello di dichiararsi contrari al progetto e quello di esprimere la volontà di migliorarlo. In questo caso, il risultato che si vuole conseguire è sempre lo stesso: lasciare tutto com’è.

Chi dice che la scogliera va spostata più al largo sa benissimo che questo è impossibile nell’attuale quadro normativo, come è stato più volte verificato con la Regione Campania. Ma allora perché lo dice? La risposta è semplice: perché non ha nessuna intenzione di fare alcunché.

In un recente intervento del rappresentante nostrano del WWF si prendono posizioni ancora più accese sulla questione. Il WWF arriva a sostenere che è la gente che non vuole l’intervento, come dimostra l’impegno del Comitato civico per Marina della Lobra e la Pro Loco. Ma a questo punto mi chiedo: lo so soltanto io che il presidente del Comitato è imparentato con i proprietari del ristorante al quale verrà espropriato un suolo in gran parte occupato da un parcheggio abusivo? Lo so soltanto io che la Pro Loco è titolare di una concessione demaniale marittima recentemente decaduta per consentire l’inizio dei lavori?

Tra questi strenui difensori di interessi molto concreti non mancano quelli che si scoprono archeologi, paesaggisti e difensori dell’ambiente.

È una storia già vista. Qualcuno si ricorderà di quando abbiamo avviato la ristrutturazione del primo tratto della scogliera. Ora tutti ne traggono beneficio, ma allora gli stessi personaggi che oggi si oppongono alla ristrutturazione non hanno esitato a gridare al disastro ambientale e alla distruzione di templi solo a loro noti.

Un altro argomento molto usato dagli attuali oppositori, che hanno reclutato anche antichi sostenitori del progetto (cosa non si fa per il consenso a buon mercato?), è quello della prudenza. Il Comune dovrebbe aspettare! Aspettare cosa? Aspettare che il TAR si pronunci sui ricorsi del Ristorante e della Regione. Aspettare il Consiglio di Stato.

Di ricorsi ne abbiamo visti in quantità e tanti ne vedremo. I ricorsi delle imprese, quelli dei concessionari, quelli delle pubbliche amministrazioni. È ovvio che chi ha un interesse ad opporsi all’intervento presenterà ricorsi su tutti gli atti amministrativi che segnano l’iter procedurale.

Sarebbe più corretto, per chi tema conseguenze immediate dai provvedimenti impugnati, richiedere al TAR la sospensiva, senza però rinunciarvi alla prima udienza.

La sentenza del Consiglio di Stato e i ricorsi in discussione

La sentenza del Consiglio di Stato che ha ritardato l’ultima fase di un lunghissimo procedimento di approvazione è stata ottenuta dall’Autorità di Bacino. Contrariamente alla posizione espressa dal TAR Campania, che si era pronunciato totalmente a favore del Comune, il Consiglio di Stato ha ritenuto troppo formalistico il provvedimento conclusivo della conferenza dei servizi nella parte in cui dichiarava inammissibile il parere formulato dalla stessa Autorità.

Il problema è stato rimosso articolando l’intervento in un primo stralcio, relativo all’area portuale, ed il completamento con la sistemazione del litorale Chiaia. Su questa soluzione è stato acquisito il parere favorevole dell’Autorità di Bacino ed è stato adottato un nuovo provvedimento di approvazione.

I ricorsi amministrativi in discussione contro tale provvedimento sono due e sono stati presentati dai proprietari del Ristorante “Da Michele” e dalla Regione Campania.

Quello presentato dai proprietari del Ristorante “Da Michele” muove molte contestazioni che sono già state rigettate sia dal TAR che dal Consiglio di Stato e l’unica argomentazione nuova si fonda su una presunta differenza tra il progetto stralcio approvato dall’Autorità di Bacino e il progetto generale approvato in conferenza dei servizi. Questa differenza in realtà non esiste, visto che il progetto stralcio è solo una parte “ritagliata” dal progetto generale.

Il ricorso della Regione Campania ritorna su un argomento già trattato dal TAR e dal Consiglio di Stato e deciso con sentenze favorevoli al Comune. Si tratta dell’attribuzione delle competenze in materia di rilascio delle concessioni demaniali marittime a Marina della Lobra.

Questa vicenda è alquanto singolare, perché dopo che i comuni di Massa Lubrense, Sorrento e Sant’Agnello hanno fatto annullare dal TAR le delibere regionali che classificavano di interesse regionale i porti di Marina Lobra, Marina di Puolo, Marina Grande a Sorrento e Spiaggia di Caterina a Sant’Agnello, la Regione sembra volersi ostinare a conservare le competenze demaniali solo a Marina della Lobra. Questa è una cosa che proprio non riusciamo a spiegarci, nella nostra inguaribile ingenuità.

Se oggi chiedessimo alla Regione di dirci in base a quale norma si ritiene competente in materia demaniale per Marina della Lobra, questa sarebbe costretta a riferirsi a provvedimenti annullati dal TAR. In effetti, dopo la perdita del ricorso contro i comuni, la Regione aveva avviato daccapo i procedimenti per dichiarare l’interesse regionale degli approdi, ma poi, di fronte alle contestazioni formulate anche in quella occasione dal nostro Comune, aveva preferito auto convincersi che non occorreva alcun provvedimento perché le competenze le derivavano da una, a nostro avviso, spericolata interpretazione delle norme. Naturalmente alla prima occasione il TAR prima e il Consiglio di Stato poi, hanno fatto a brandelli questa bizzarra teoria, ribadendo la necessità di un provvedimento amministrativo ad hoc.

Ma la cosa più simpatica è che il provvedimento conclusivo della conferenza dei servizi non patirebbe alcuna conseguenza anche qualora il TAR volesse contraddire clamorosamente le proprie precedenti pronunce. Infatti, la Regione Campania è stata regolarmente convocata ad una conferenza dei servizi che aveva lo scopo, tra gli altri, di rilasciare la concessione demaniale marittima. Pertanto, il provvedimento conclusivo è e resta valido anche se si dovesse improvvidamente affermare una competenza demaniale marittima della Regione nel porto di Marina della Lobra.

Insomma, pare proprio che a Marina della Lobra chi è deciso a rimanere aggrappato ai propri interessi imprenditoriali o ai propri privilegi possa solo sperare il un successo elettorale del Patto per la Città.